| Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, Regina di Francia (Vienna 2.11.1755 - Parigi 16.10.1793)
Quindicesima figlia dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria e Francesco I di Lorena.
1770. Sposa il delfino di Francia, futuro Luigi XVI, consacrando con vincoli dinastici i legami diplomatici stabiliti tra Francia e Asburgo in seguito al "rovesciamento delle alleanze" a causa della "guerra dei sette anni" Orgogliosa, frivola, priva di educazione politica, nonostante gli accorti consigli della madre si lascia trascinare nel gioco delle camarille di corte.
Per sua avversione alla favorita del Re Luigi XV, tale Du Barry, conquista numerosi quanto mementanei consensi. Il silenzio con la stessa terminerà solo nel 1772 durante il capodanno, un'unica frase da cui dipendevano i rapporti tra Francia ed Austria.
1774. L'assunzione al trono segna la scesa della sua popolarità: disprezzo per l'etichetta di corte, legami con circoli nobiliari avidi d'onori, negli anni in cui alla crisi francese corrisponde una più attenta mobilitazione degli ambienti intellettuali contro il parassitismo della corte e dei ceti privilegiati.
1785. La sua reputazione viene ulteriormente compromessa dallo scandalo della collana: un'avventuriera, la contessa de La Motte, fingendosi autorizzata dalla regina, induce il cardinale de Rohan ad acquistare una costosissima collana di diamanti per ottenerne i favori. Quando il cardinale non può pagare, e rende nota la supposta committente dell'acquisto, il re lo fa incarcerare e processare dal Parlamento di Parigi. Il cardinale viene assolto ma l'innocenza della regina, per quanto provata, non persuade nessuno.
"L'Austriaca" - come viene chiamata con disprezzo - approfitta della debolezza del re per interessarsi anche di problemi politici, commettendo gravi errori che contribuiscono largamente a provocare il malcontento popolare, causa maggiore dello scoppio della Rivoluzione. Partigiana degli interessi austriaci - sospetti dovuti ai continui contatti con la madre, e legata alla fazione reazionaria dei Polignac, è fin da principio avversa ad ogni compromesso con la Rivoluzione e le idee liberali.
1789. Convocati gli Stati Generali inaugura una politica decisamente contro-rivoluzionaria e spinge il re a resistere con ogni mezzo al grande processo di trasformazione del paese intrapreso dall'Assemblea Nazionale. D'accordo con il conte di Artois, futuro Carlo X, e la principessa Lamballe, contrasta efficacemente Mirabeau, il quale propone al sovrano di porsi a capo del rinnovamento costituzionale.
20 Giugno 1791. Parigi e l'opinione pubblica sono ostili alla monarchia. Maria Antonietta prende l'iniziativa di rifugiarsi con l'intera famiglia in territorio austriaco, a Varennes la fuga viene però ostacolata, i Reali vengono ricondotti a Parigi e costretti, in stato di semiprigionia alla Tuileries, ad accettare la costituzione votata dall'Assemblea Nazionale.
Continua però ad intrigare e sollecitare l'intervento delle corti straniere in particolare del fratello Leopoldo II esitante nel farsi coinvolgere in un conflitto. Aprile 1792. La situazione precipita con la proclamazione della guerra da parte dell'Austria e l'intervento della Prussia. 10 Agosto 1792. La monarchia viene dichiarata decaduta in seguito alla giornata insurrezionale e la famiglia reale confinata nella Prigione del Tempio.
Gennaio 1793. Condanna a morte del Re. Seguono, nei giorni più tragici del terrore, il processo e la condanna della Regina.
16 Ottobre 1793. Maria Antonietta dimostra nobiltà di atteggiamenti e signorilità d'animo sino al fatale momento in cui sale, con dignità e coraggio, sul palco della ghigliottina
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